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Greggio al massimo di 17 mesi, attesi dati sulle scorte USA

Pubblicato 21.12.2016, 11:00
© Reuters.  Il prezzo del greggio sale in attesa dei dati sulle scorte USA
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Investing.com - Il prezzo del greggio è in salita per la quarta seduta consecutiva questo mercoledì, con i traders che attendono i nuovi dati settimanali sulle scorte USA di greggio e prodotti raffinati.

Il greggio con consegna a febbraio sul New York Mercantile Exchange sale di 28 centesimi, o dello 0,53%, a 53,58 dollari al barile alle 5:00 ET (10:00 GMT), vicino al massimo di un anno e mezzo di 54,51 dollari toccato il 12 dicembre.

La U.S. Energy Information Administration rilascerà il report settimanale sulle scorte di greggio oggi alle 10:30 ET (15:30 GMT) ed è previsto un calo di 2,5 milioni di barili.

Le scorte di benzina dovrebbero essere aumentate di 1,4 milioni di barili, mentre le scorte di prodotti raffinati, che comprendono il combustibile da riscaldamento ed il gasolio, dovrebbero essere scese di 1,1 milioni di barili.

Alla chiusura dei mercati ieri, l’American Petroleum Institute ha reso noto che le scorte di greggio statunitensi sono scese di 4,1 milioni di barili nella settimana terminata il 16 dicembre, più dei 2,4 milioni di barili previsti dagli analisti, segnando il quarto calo in cinque settimane.

Nel report dell’API si legge inoltre che le scorte di benzina hanno visto una riduzione di 2,0 milioni di barili, mentre le scorte di prodotti raffinati sono scese di 1,5 milioni di barili sulla settimana.

Intanto, il greggio Brent con consegna a gennaio sull’ICE Futures Exchange di Londra sale di 25 centesimi, o dello 0,45% a 55,60 dollari al barile, non lontano dal massimo di 17 mesi di 57,89 dollari della scorsa settimana.

I traders del greggio continuano a chiedersi se i principali produttori della materia prima manterranno l’impegno di ridurre la produzione.

I membri dell’OPEC hanno deciso di ridurre la produzione di 1,2 milioni di barili al giorno a partire dal 1° gennaio, per la prima volta dal 2008.

Il patto è stato seguito dall’accordo fra 11 produttori non-OPEC, con a capo la Russia, per un taglio della produzione di 558.000 barili al giorno.

Tuttavia, alcuni traders restano scettici sul fatto che i tagli risulteranno in linea con le aspettative dei mercati.

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