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È iniziata la settimana delle banche centrali

Pubblicato 19.03.2024, 08:49
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Più grande è la difficoltà, maggiore è la gloria nel superarla” (Epicuro)


Quella appena iniziata è la settimana delle banche centrali. Comprensibile, quindi, molta cautela da parte degli investitori che attendono di conoscere tutte le mosse di politica monetaria prima di prendere delle posizioni. Gli appuntamenti più importanti sono quelli di: Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Australia, Indonesia, Taiwan, Turchia, Brasile e Messico. In particolare, dopo otto anni di tassi di negativi, la Bank of Japan sembra finalmente pronta al cambio di rotta. L’esito delle trattative salariali di primavera ha, infatti, segnato con tutta probabilità il punto di svolta decisivo per la banca centrale nipponica: le maggiori aziende del Paese hanno infatti concordato un aumento delle retribuzioni del 5,28% per il 2024, il più alto degli ultimi 33 anni. Un’attesa che ha spinto l’indice Nikkei sui massimi di tutti i tempi. Sui massimi anche Wall Street che dopo il rosso di venerdì scorso ha chiuso in territorio negativo lasciandosi alle spalle le preoccupazioni sul prolungamento della politica monetaria restrittiva. In positivo anche Piazza Affari con le small cap che hanno fatto meglio delle blue chip. Il Ftse Mib è tornato sulla soglia di 34.000 punti, livello che non vedeva da maggio 2008, ma fa fatica a mantenere stabilmente questa soglia. Consideriamo, infatti, che l’indice principale è in rialzo del 12% da inizio anno, lecito attendersi fisiologiche prese di beneficio. Più spazio di rialzo quindi per i “titolini” che iniziano proprio in questi giorni a riportare i risultati. Anche in forte rialzo il petrolio, il gas e i noli di container, facendo temere una recrudescenza dell’inflazione. Nel frattempo a febbraio il costo della vita dell’Eurozona si è attestato al 2,6% 2024, in calo rispetto al 2,8% di gennaio. Dodici mesi fa il tasso era dell'8,5%.


La notte di Nvidia


Nella notte si è tenuto l’atteso incontro di NVIDIA Corporation (NASDAQ:NVDA) con i propri sviluppatori ovvero il GTC (Graphics Technology Conference) di San José, in California. Prima dell’evento c’era molta attesa sulle novità relative agli ultimi progressi fatti nel campo dell’intelligenza artificiale, argomento centrale del discorso dell’amministratore delegato Jensen Huang. Gli analisti finanziari si aspettano di scoprire qualcosa di più in merito all’architettura del GPU (General Purpose Graphics Processing Unit) Blackwell, la scheda grafica di ultima generazione che sostituirà gli attuali chip Hopper (H100 E GH100) con le unità di elaborazione grafica più avanzate B100 e GB200. Il titolo Nvidia ha guadagnato oltre il 240% nell’ultimo anno, ma secondo alcune banche d’affari la società può ancora salire (ieri ha chiuso in rialzo di oltre l’1%). Secondo Bank of America (NYSE:BAC), che ha da poco alzato il target price, il titolo può raggiungere la soglia di $1.100 mentre Wedbush, dopo l’ultimo rialzo, ha fissato il target price a $1.000 per azione. E non mancano neanche le “voci” circa un passaggio all’interno del listino Dow Jones, evento che rappresenterebbe forse il punto più alto di una già straordinaria equity story.

Italiani bocciati in finanza


Secondo l’indagine annuale realizzata dalla Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) su una scala di punti 1 a 20, in Italia il grado di preparazione, che misura conoscenze, comportamenti e atteggiamenti in materie economiche e finanziarie, non arriva mai a quota 12, il livello minimo di sufficienza: se nel 2017 il totale del punteggio si era attestato a quota 10, nel 2020 era salito a 10,1 e nel 2023 a 10,6. Italiani bocciati quindi in economia e finanza: le competenze dei risparmiatori del nostro Paese, seppur lentamente migliorate negli ultimi anni, restano ancora particolarmente inadeguate. La scarsa conoscenza finanziaria interessa tutte le aree dei settori economici: dalla pianificazione personale al bilancio familiare, dal risparmio agli investimenti, dal credito ai servizi di conto corrente, dai sistemi di pagamento alla finanza digitale (comprese le criptovalute). Non stupisce, quindi, che ancora moltissimi italiani preferiscano mantenere i soldi sul conto corrente, preferendo accettare una perdita del potere d’acquisto piuttosto che investirli in modo diversificato in redditizie attività finanziarie. Oppure, all’estremo opposto, si affidino ai consigli di improvvisati esperti che attraverso i canali digitali promettono rendimenti da capogiro che si rivelano molto velocemente delle truffe. L’indagine ha preso in considerazione anche la finanza digitale, ambito che comprende l’internet banking e le criptovalute, con una specifica misurazione: ne è emerso, nel 2023, un grado di preparazione pari a 4,4 su 10 punti. Positivo quindi che il DL Capitali, da poco entrato in vigore, abbia stabilito l'insegnamento dell'educazione finanziaria nelle scuole al pari dell'educazione civica. 

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