La BCE avverte: correzione dei titoli tech probabile con strumenti limitati
Cosa ci tiene svegli la notte?
Siamo tutti preoccupati per la Brexit, il debito greco, l'economia cinese e altro. Tuttavia, rimane un elemento di rischio che ci toglie il sonno, e che abbiamo chiamato "Amexit". Innanzitutto, la nostra previsione di un rallentamento nel ritmo dei rialzi dei tassi della Fed rispetto alle previsioni di fine 2015 si è rivelata corretta. La nostra idea è che la crescita americana non è riuscita a contrastare le pressioni deflazionistiche, e quindi permane una certa incertezza sugli sviluppi economici futuri. Per questo motivo, crediamo che vi sarà un solo rialzo dei tassi verso la fine dell'anno.
Tuttavia, la Fed ha ribadito che la politica monetaria dipende dai dati economici. Al momento la Cina sta mostrando segnali di stabilizzazione/ripresa, e il possibile accordo a Doha sulla produzione di petrolio potrebbe rilanciare l'oro nero. Cosa succederebbe se lo scenario cambiasse e un rialzo dei tassi a Giugno tornasse ad essere ipotesi concreta?
Una serie di eventi non così improbabili
Se quanto sopra descritto avvenisse, e i futures cominciassero a prezzare il rialzo dei tassi a Giugno non più all'attuale 20% ma a un ben più significativo 70%, il mercato potrebbe soffrire un nuovo “taper tantrum”. La reazione a tassi più elevati può essere semplificata da una rotazione del capitale verso asset non rischiosi, con conseguenti vendite sui mercati azionari.
Ciò renderebbe profetico il candidato repubblicano Trump (ricordi i numerosi richiami ad una bolla sui mercati e ad un prossimo crollo?). In caso di correzione dei mercati azionari indotta dall'azione della Fed, Donald J. Trump guadagnerebbe un forte capitale politico in vista della convention dei Repubblicani che si terrà a Luglio.
Secondo le promesse elettorali, l'obiettivo di Trump è quello di stravolgere e poi ridefinire quasi ogni accordo sociale, politico ed economico degli Stati Uniti, sia a livello interno che internazionale. A quel punto, i mercati potrebbero iniziare a prezzare l'uscita americana dall'attuale scena internazionale, che noi abbiamo definito "Amexit".










