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Caffè: aumentano le vendite nelle caffetterie, scende il prezzo della materia prima

Pubblicato 09.08.2022, 13:01
SBUX
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KC
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  • Vendite di Starbucks alle stelle, mentre il prezzo del caffè arabica crolla
  • La disconnessione dipende dalla produzione di chicchi di caffè, ben oltre i bisogni
  • I segnali tecnici suggeriscono che l’arabica potrebbe arrivare al minimo di 1,77 dollari la libbra
  • “Quale inflazione?”, si chiede l’amministratore delegato di Starbucks (NASDAQ:SBUX) Howard Schultz, con la più famosa catena di caffetterie al mondo che martedì scorso ha riportato utili e ricavi trimestrali migliori del previsto, tra le voci che gli americani stanno riducendo le spese, comprese quelle per le loro bevande preferite, a causa della recessione.

    Ma uno sguardo ai future dell’arabica sull’Intercontinental Exchange (ICE) di New York potrebbe raccontare una storia diversa.

    L’arabica ha toccato un minimo di nove mesi sotto i 2 dollari la libbra il 15 luglio ed ha perso il 7% sul mese, il calo peggiore in 16 mesi. Ora, nella prima settimana di agosto, registra quasi -2,5%.

    Se il prezzo dell’arabica non dovesse riprendersi entro fine agosto, o le perdite dovessero peggiorare, sarà il calo maggiore su due mesi da quello del 18% segnato tra settembre ed ottobre 2020.

    Arabica Daily

    Grafico di SKCharting.com con i dati di Investing.com

    Cosa sta causando la disconnessione tra il resiliente appetito dei consumatori per caffelatte, caffè ed altri prodotti a base di caffeina e il prezzo della materia prima?

    Sembra essere la produzione di caffè, nello specifico il fatto che ci siano più chicchi di quanti ne necessiti il mercato.

    Jack Scoville, analista delle materie prime agricole del Price Futures Group di Chicago, punta la lente sul Brasile, il maggiore coltivatore mondiale di caffè, in particolare dell’arabica:

    “La domanda di caffè nel complesso sembra essere inferiore [ma] il clima in Brasile è buono per la produzione di caffè e per la raccolta”.

    “Le temperature sono sopra la norma in Brasile e le condizioni sono perlopiù secche. Il clima secco fa temere per il potenziale del prossimo raccolto, ma è solitamente secco in questo periodo dell’anno”.

    Il clima secco e l’efficiente lavoro nei campi potrebbero produrre ancora più arabica nei prossimi 7-10 giorni, senza previsioni di piogge diffuse nelle aree di produzione del caffè, spiega l’analista del caffè di Safras Gil Barabach.

    Tornando a Starbucks, il CEO Schultz spiega che la catena non sta registrando alcuna riduzione delle spese da parte dei clienti.

    Nel mercato nazionale, le vendite su base comparabile sono aumentate del 9%, grazie ai maggiori ordini medi totali, nonché all’aumento dell’1% del traffico. Le vendite mattutine sono in ripresa, spiega la compagnia, e rappresentano circa metà del fatturato, con i consumatori che tornano alla routine pre-pandemica.

    La società sottolinea inoltre la popolarità dei suoi Iced Shaken Espresso ed ha dichiarato che le bevande fredde hanno rappresentato tre quarti delle vendite USA questo trimestre. Schultz afferma che i clienti sono più inclini ad aggiungere sciroppi e latte alle bevande fredde che a quelle calde, facendo salire il prezzo del prodotto. Le bevande fredde sono molto popolari tra i clienti della Gen Z, un elemento demografico chiave per la caffetteria, secondo Schultz.

    Al di fuori degli Stati Uniti, le vendite su base comparabile sono scese del 18%, per via del tonfo della domanda in Cina. Starbucks spiega che le restrizioni per il COVID hanno pesato sulle vendite nel suo secondo mercato principale in due terzi del trimestre. Di conseguenza, le vendite in Cina sono crollate del 44%. La compagnia sta ancora registrando periodiche chiusure a breve termine in Cina.

    Gli economisti seguiti da Investing.com si aspettano che il report sull’indice sui prezzi al consumo USA di domani mostri una crescita dell’8,7% sull’anno a luglio, contro il rialzo del 9,1% dei 12 mesi terminati a giugno. Se sarà così, sarà un segnale che gli sforzi della Federal Reserve per combattere l’inflazione cominciano a funzionare.

    Ieri pomeriggio, lo strumento di controllo dei tassi della Fed di Investing.com mostrava una probabilità del 67% che l’aumento dei tassi a settembre sarà di 75 punti base, come a giugno e a luglio.

    Arabica Weekly

    Quindi, dove è diretto il prezzo dell’arabica?

    Un calo al minimo di 1,77 dollari la libbra non è da escludersi se il mercato non si riprenderà presto, dice Sunil Kumar Dixit, a capo delle strategie tecniche di SKCharting.com, aggiungendo:

    “Se le vendite persisteranno sotto i 2,05-1,95 dollari, l’arabica potrebbe scendere ancora di più verso la media mobile semplice su 100 settimane di 1,79 dollari ed il livello di ritracciamento di Fibonacci del 50% di 1,77 dollari”.

    Arabica Monthly

    Se non dovesse riuscire ad effettuare una sostenuta rottura sopra la SMA su 200 giorni di 2,26 dollari, saranno favoriti gli orsi per una rinnovata spinta verso il supporto di 2,05-1,95 dollari, dice Dixit.

    E sottolinea che il caffè è su un percorso ribassista da febbraio, quando ha superato i 2,60 dollari e la successiva correzione lo ha portato a 1,94 dollari, poco sotto la Banda di Bollinger media di 1,95 dollari ed il ritracciamento di Fibonacci del 38,2% di 1,97 dollari.

    Ma se il mercato dovesse invertirsi, allora la SMA su 200 giorni di 2,26 dollari farà da prima resistenza alla mossa di rialzo verso 2,40 dollari.

    Nota: Barani Krishnan utilizza una varietà di opinioni oltre alla sua per apportare diversità alla sua analisi di ogni mercato. Per neutralità, a volte presenta opinioni e variabili di mercato contrarie. Non ha una posizione su nessuna delle materie prime o asset di cui scrive.

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