Di seguito abbiamo selezionato tre titoli di successo sull’anno in corso destinati ad una performance superiore nei prossimi mesi, anche se dovesse arrivare il previsto inasprimento della politica monetaria della Fed.
1. Charles Schwab
- Performance sull’anno in corso: +53,3%
- Capitalizzazione di mercato: 152,7 miliardi di dollari
Il titolo di Charles Schwab (NYSE:SCHW), schizzato di oltre il 53% sull’anno in corso sulla scia della forte attività di investment banking, sembra destinato a registrare ulteriori rialzi nei prossimi mesi, mentre gli investitori si preparano a tassi di interesse più alti nel 2022.
SCHW ha raggiunto un massimo storico di 84,49 dollari il 26 ottobre, chiudendo la seduta di ieri ad 80,79 dollari.
In quanto uno dei maggiori istituti bancari della nazione, Schwab si prepara a generare maggiori entrate nette quando saliranno i tassi. Inoltre, le agenzie di intermediazione tendono a trarre vantaggio da commissioni più alte con l’aumento dell’attività di trading risultante dalla volatilità innescata dalla Fed.
Charles Schwab ha riportato straordinari risultati del terzo trimestre il 15 ottobre, battendo le aspettative su utili e ricavi grazie all’impennata degli asset dei clienti, nonché alla forte domanda per i suoi prodotti di investimento.
Il broker ha registrato una crescita degli utili su base annua del 75% a 0,84 dollari ad azione, mentre le vendite sono schizzate dell’87% dall’anno prima a 4,69 miliardi di dollari. Dato forse ancor più importante, la società ha reso noto che le entrate nette hanno totalizzato 1,53 miliardi di dollari, con un’impennata del 119% dai 698 milioni di dollari dello stesso periodo dello scorso anno, mentre proventi netti da interesse sono aumentati del 51% a 2,03 miliardi di dollari.
In un segnale promettente per il futuro, gli investitori hanno aperto oltre un milione di nuovi account di brokeraggio per il quarto trimestre di fila, portando il totale dei nuovi account di Schwab sull’anno in corso a 6,0 milioni.
2. Comerica
- Performance sull’anno in corso: +49,9%
- Capitalizzazione di mercato: 10,9 miliardi di dollari
Comerica (NYSE:CMA), una delle più grandi banche regionali del paese, ha avuto un’ottima performance nel settore finanziario quest’anno, avvantaggiata dal miglioramento dell’economia, da una solida crescita dei prestiti e da una riduzione dell’esposizione alla perdita creditizia.
Il titolo di CMA, che ha aperto l’anno a 55,86 dollari schizzando fino al picco record di 91,62 dollari il 24 novembre, ha chiuso ad 83,73 dollari ieri sera. Comerica ha visto il suo titolo balzare di quasi il 50% sull’anno in corso, superando di gran lunga i ritorni comparabili sia dell’indice Dow Jones Industrial Average che dell’S&P 500.
Dato il previsto aumento dei tassi a breve termine sul mercato dei Treasury che risulterebbe da una Fed interventista, il titolo di CMA sembra un investimento solido nel 2022.
Dei tassi di interesse e dei rendimenti più alti tendono a spingere i ritorni sull’interesse che le banche guadagnano dai prestiti, o margine di interesse netto (la differenza tra le entrate da interessi generate dalle banche e la quantità di interessi pagati ai depositanti).
Comerica ha riportato utili e ricavi che hanno facilmente battuto le stime quando ha pubblicato i risultati del Q3 il 20 ottobre, grazie alla forte crescita dei depositi e delle entrate da commissioni. Ha anche fornito previsioni positive per l’ultimo trimestre dell’anno e oltre.
Soprattutto, negli ultimi mesi, il colosso bancario ha aumentato gli sforzi per restituire più denaro agli azionisti, con maggiori payout dei dividendi e riacquisti di azioni. Comerica al momento si avvia a pagare un dividendo trimestrale di 0,68 dollari ad azione il 1° gennaio 2022, con un rendimento annuale del 3,32%.
3. NVIDIA
- Performance sull’anno in corso: +117,1%
- Capitalizzazione di mercato: 708,4 miliardi di dollari
Ampiamente considerato uno dei leader globali delle GPU di alto livello per console di videogiochi, data center e auto a guida autonoma, NVIDIA (NASDAQ:NVDA) ha registrato una delle performance migliori di quest’anno, grazie all’impennata della domanda per i suoi chip.
Dopo aver segnato un massimo storico di 346,47 dollari il 22 novembre, il titolo di NVDA, balzato di circa il 117% sull’anno in corso, ha chiuso a 283,37 dollari ieri. Ai livelli attuali, la società di Santa Clara, California, si trova al settimo posto tra le società con più valore scambiate sulla borsa statunitense.
Sebbene sia considerato un titolo growth, non è sensibile ad un balzo dei tassi di interesse quanto le altre società tech, per via del suo business model redditizio e con ampia liquidità, che lo rendono una solida scommessa se la Fed dovesse inasprire la politica.
Nell’ultimo trimestre, NVIDIA ha annunciato una crescita degli utili del 60% a 1,17 dollari ad azione il 17 novembre, mentre le vendite sono balzate del 50% a 7,1 miliardi di dollari. Il segmento gaming, il più grosso di NVIDIA, ha riportato 3,2 miliardi di dollari di vendite nel Q3, con un aumento del 42% dallo stesso periodo dello scorso anno. Le vendite da data center sono migliorate del 55% su base annua a 2,9 miliardi di dollari.