Market Brief
Ieri sera la Fed ha pubblicato i verbali della riunione del FOMC di aprile. Ci aspettavamo nuovi dettagli sui fattori temporanei, ma nei verbali si fa solo riferimento al fatto che si è discusso sulla natura temporanea del rallentamento della crescita e che, nel tempo, i membri hanno notato una debolezza ricorrente nel primo trimestre. Di conseguenza, salvo che nelle prossime tre settimane arrivino dati strabilianti dagli USA, si può escludere un rialzo del tasso a giugno. Dopo la pubblicazione dei verbali, l’EUR/USD si è mosso bruscamente ma non è stato in grado di scegliere una direzione. La moneta unica è passata di mano in una fascia volatile compresa fra 1,1060 e 1,1150. La violazione del supporto chiave a 1,1043 spianerebbe la strada verso 1,0880 e poi 1,07. Oggi sarà resa nota tutta una serie di dati che innescherà sicuramente movimenti bruschi.
La stima preliminare sul PMI manifatturiero giapponese elaborata da Markit ha superato le attese, attestandosi a 50,9 punti a fronte dei 50,2 previsti (dai 49,9 di aprile), e ciò indica che il settore ha ripreso a crescere. Il Nikkei ha reagito positivamente alla notizia, ma l’ottimismo è durato poco perché l’indice giapponese sull’attività industriale (All Industry Activity Index) ha mostrato una contrazione dell’attività economica complessiva dell’1,3% m/m nel mese di marzo. I dati sono notevolmente inferiori alle attese, gli analisti avevano previsto una flessione di appena lo 0,4% m/m. Il Nikkei è in rialzo dello 0,03%. Ieri la coppia USD/JPY non è riuscita a violare la resistenza costituita dal massimo del 20 marzo. Nella notte, il dollaro si è consolidato contro lo yen, dopo i bruschi movimenti avvenuti sulla scia della pubblicazione dei verbali della Fed.
La stima “flash” sul PMI manifatturiero cinese di HSBC ha deluso le attese, a 49,1 punti a fronte dei 49,3 previsti, ma in rialzo rispetto ai 48,9 di aprile, rilevamento minimo da aprile 2014. L’attività manifatturiera sta quindi calando, un rilevamento inferiore ai 50 punti indica, infatti, una contrazione. Dall’inizio dell’anno la PBoC ha allentato già 4 volte la politica monetaria, nel tentativo di compensare il rallentamento dell’economia. Stamattina il Composite di Shanghai è in rialzo per il terzo giorno di fila e segna un +1,35%. L’Hang Seng di Hong Kong si appresta a chiudere in territorio negativo per il secondo giorno consecutivo, a -0,31%.
In Australia, l’S&P/ASX è in rialzo dello 0,93%, mentre l’AUD/USD non è riuscito a violare il supporto implicato dai minimi di inizio maggio a 0,79. Per superare quest’area e spianare la strada al ribasso saranno necessari nuovi impulsi, che potrebbero arrivare dai dati in uscita negli USA oggi pomeriggio.
In Europa, i futures sui listini azionari sono in diffuso ribasso nella preseduta, con il Footsie a -0,10%, il DAX a -0,23%, l’Euro Stoxx 50 a -0,16%, il CAC e l’SMI a -0,18%. La coppia GBP/USD si è mossa lateralmente durante la seduta asiatica, consolidando le brusche perdite di martedì. Oggi pomeriggio saranno resi noti i dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito, previste piatte rispetto al mese scorso, allo 0,2%.
L’USD/CHF sta facendo fatica a superare la resistenza costituita dai massimi d’inizio maggio. Sul lato ascendente, osserviamo una forte resistenza a 0,96 (50% di Fibonacci sulle perdite di marzo-maggio) e un supporto chiave giace a 0,9073 (minimi del 7 e 14 maggio).
Oggi gli operatori monitoreranno il PMI manifatturiero di Markit in Germania, Francia ed Eurozona e la fiducia dei consumatori di Eurolandia; le vendite al dettaglio nel Regno Unito; il tasso di disoccupazione e le entrate fiscali in Brasile; l’indice sull’attività nazionale della Fed di Chicago, le richieste iniziali di disoccupazione, il PMI manifatturiero di Markit, l’indice di Bloomberg su comfort dei consumatori ed espansione delle imprese; le prospettive delle aziende della Fed di Philadelphia; le vendite di case esistenti; l’indice predittivo negli USA
Arnaud Masset, Market Strategist,
Swissquote Europe Ltd