MILANO (Reuters) - Le imprese italiane si stanno preparando all'importante passo di dotarsi di una copertura assicurativa obbligatoria contro i rischi catastrofali tra timori di una difficile implementazione della nuova legge e costi eccessivi a carico delle aziende.
Con l'obiettivo di rendere l'economia italiana resiliente nell'affrontare gli impatti delle calamità naturali e di alleggerire il carico sul debito pubblico, con la Legge Finanziaria 2024, approvata alla fine dell'anno scorso, è stato introdotto in Italia l'obbligo, per il settore produttivo, di sottoscrivere una polizza assicurativa contro gli eventi derivanti catastrofali naturali (CatNat).
La norma dava alle aziende un anno di tempo per provvedere, ossia entro il 31 dicembre 2024, ma con il decreto Milleproroghe il termine è slittato al 31 marzo.
La legge obbliga le aziende ad assicurare beni quali terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature contro i danni derivanti da eventi calamitosi e catastrofali su un territorio, quello italiano, particolarmente vulnerabile e dove, secondo l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), il 94% dei Comuni è a rischio per frane, alluvioni o erosione costiera.
Il 2023 è stato tra gli anni più costosi della storia in termini di danni catastrofali, come ha ricordato la presidente di Ania, Maria Bianca Farina, nel corso della Insurance High-Level Conference che si è svolta a settembre con la collaborazione della presidenza italiana del G7. In Italia, in particolare, si è registrato un picco assoluto di danni assicurati, pari a oltre 6 miliardi di euro.
Tra le regioni italiane più flagellate, l'Emilia-Romagna è stata colpita in soli 18 mesi da quattro alluvioni, con la prima e la più devastante, a maggio 2023, che ha causato danni per 8,5 miliardi di euro.
Con il secondo debito pubblico più alto della zona euro, l'Italia fatica a farsi carico dell'enorme fardello dei risarcimenti legati ai disastri naturali. Secondo uno studio dell'Ivass l'intervento dello Stato, a causa della sotto assicurazione sui rischi naturali, ammonta a 4-5 miliardi di euro all'anno.
A causa anche delle aspettative sui risarcimenti da parte dello Stato, il gap di protezione con i rischi catastrofali in Italia è storicamente alto. Solamente il 5% delle aziende ha una copertura assicurativa, secondo le stime dell'Ania, con differenze notevoli in funzione della dimensione dell'impresa.
La situazione è più marcata soprattutto nel mondo delle micro e piccole imprese, che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo italiano.
"Il punto centrale è utilizzare le risorse risparmiate per i piani di prevenzione e per migliorare le infrastrutture", dice Andrea Bellucci che insegna Valutazione dei prodotti dell'impresa di assicurazione all'Università di Perugia.
Nonostante la nuova legge sia stata accolta con cautela dalla maggior parte delle imprese, alcune temono che le polizze possano essere onerose e complesse.
"Il timore è che sia una gabella uguale per tutti per fare incassi e che non differenzi in base alla reale rischiosità del territorio e all'esposizione al rischio da parte delle imprese", dice Stefano Valvason, direttore generale dell'Api, l'associazione delle piccole e medie industrie.
Mauro Di Nunzio, che gestisce un'azienda produttrice di frutta secca in provincia di Foggia, è favorevole alla nuova legge, e sostiene che sottoscrivere un'assicurazione è preferibile che affidarsi al risarcimento dello Stato, "lento, inadeguato e inefficiente".
Per Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianato, la chiarezza è fondamentale e su questo fronte auspica la creazione di un portale internet unico dove si possano fare confronti sulle polizze di questo tipo offerte dalle compagnie assicurative.
Secondo gli analisti, un'altra sfida riguarda l'applicazione della nuova normativa, criticata da alcuni perché priva di un efficace sistema di sanzioni. E se l'adesione rimarrà bassa, ciò mette a rischio il principio delle mutualità, alla base dei sistema assicurativo, con potenziali effetti sui prezzi delle polizze.
RICOMINCIARE
La nuova legge potrebbe avvantaggiare le compagnie assicurative più grandi, dato la loro maggiore capacità di distribuire il rischio tra più clienti e aree geografiche, dice Stefano Frazzoni, senior partner di Prometeia.
Attualmente cinque gruppi assicurativi forniscono circa il 70% della copertura contro i disastri naturali in Italia, dove il 'protection gap', ovvero il rapporto tra perdite assicurate e perdite economiche totali nel 2023 è del 69%, rispetto al 20% della Francia e al 27% della Germania, come mostrano i dati di Swiss Re.
La normativa prevede l'intervento riassicurativo della Sace, direttamente controllata dal Mef, che potrà concedere ad assicuratori e riassicuratori del mercato privato una copertura fino al 50% degli indennizzi fino a un limite di 5 miliardi per il triennio 2024/2026.
Nicolò Bertone, la cui azienda ligure di carpenteria non era assicurata quando è stata colpita dall'alluvione di ottobre con danni calcolabili in 80.000 euro, è favorevole alle nuove regole.
"Essere coperti aiuta a tenere alto il morale quando si deve ricominciare", ha detto a Reuters.
(Versione italiana Andrea Mandalà, editing Gianluca Semeraro)