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Rete elettrica, dividendi e transizione energetica: i fondamentali che rendono interessante la società e i rischi da tenere presenti.
Analisi aggiornata al 5 ottobre 2026. Le valutazioni sono calcolate sul prezzo di riferimento di 9,154 euro del 2 ottobre 2026, non su una quotazione in tempo reale.
In sintesi
- Business: monopolio naturale regolato sulla trasmissione elettrica ad alta tensione. Barriere all’ingresso elevate, ma remunerazione decisa dal regolatore.
- Bilancio 2025: ricavi +9,6%, EBITDA +7,2%, utile netto +4,7%, investimenti +30,6%.
- Dividendo: 0,3962 euro per azione, pari a un rendimento storico lordo del 4,33% circa.
- Punto critico: free cash flow 2025 negativo per circa 1 miliardo e debito netto/EBITDA a 4,7 volte.
- Valutazione: circa 16,6 volte gli utili e 11,4 volte l’EV/EBITDA (multipli semplificati).
- Timing: dall’inizio di ottobre si apre una finestra stagionale storicamente favorevole.
Alcune aziende attirano l’attenzione perché promettono di cambiare il mondo. Altre gestiscono le infrastrutture senza le quali quel cambiamento non potrebbe avvenire. Terna appartiene alla seconda categoria.
La domanda è semplice: quanto vale un’impresa che svolge una funzione essenziale e che deve ampliare la propria infrastruttura per accompagnare l’evoluzione del sistema energetico?

Per rispondere servono tre verifiche: qualità degli utili, sostenibilità finanziaria e prezzo richiesto dal mercato.
1. Che cosa fa Terna e perché il suo ruolo conta
Terna è quotata a Milano. Gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale e mantiene l’equilibrio tra produzione e consumi. In pratica trasporta l’elettricità ad alta tensione e garantisce il funzionamento del sistema.
Un monopolio naturale, ma regolato
Dal punto di vista economico, questa attività ha le caratteristiche di un monopolio naturale. Costruire reti nazionali concorrenti richiederebbe capitali enormi e duplicherebbe le infrastrutture in modo inefficiente. Le barriere all’ingresso sono quindi molto elevate.
Il vantaggio competitivo è significativo, ma ha una contropartita: la remunerazione dipende dalla regolazione. Terna non può alzare liberamente i prezzi solo perché la sua infrastruttura è indispensabile.
Per l’investitore questo significa più visibilità rispetto a molte attività cicliche, ma anche una forte dipendenza dalle decisioni del regolatore.
2. I numeri del bilancio 2025
I dati consolidati mostrano un’azienda in crescita.

Margini elevati, da leggere nel contesto

Sono livelli elevati, ma vanno interpretati tenendo conto dell’intensità di capitale del settore. L’EBITDA misura il risultato prima di ammortamenti, interessi e imposte e non coincide con la liquidità disponibile per gli azionisti. Per una società che costruisce e mantiene infrastrutture, ignorare gli investimenti porterebbe a sopravvalutare la cassa distribuibile.
La forte accelerazione degli investimenti è accompagnata da un aumento del debito. Va monitorata insieme alla capacità delle nuove opere di generare ricavi e cassa.
3. Il primo semestre 2026: crescita, con qualche distinguo

L’EPS dichiarato è di 0,270 euro, dopo la remunerazione degli strumenti ibridi.
La guidance 2026
- Ricavi: 4,41 miliardi
- EBITDA: 2,93 miliardi
- Utile netto: 1,12 miliardi
- Investimenti: circa 4,2 miliardi
Sono obiettivi aziendali, non risultati acquisiti.
Come leggerla: sul piano operativo il quadro è favorevole. L’utile però è quasi fermo, quindi conviene essere prudenti prima di tradurre la crescita dei ricavi in rendimento per l’azionista.
4. La crescita futura passa dalla rete
L’aggiornamento del piano 2024-2028 prevede:
- 17,7 miliardi di investimenti, di cui 16,6 miliardi nelle attività regolate nazionali
- una RAB (la base di capitale riconosciuta ai fini regolatori) di circa 31,8 miliardi nel 2028
- obiettivi al 2028: ricavi di 5,19 miliardi, EBITDA di 3,36 miliardi e utile netto di 1,19 miliardi
Il meccanismo
Il principio è intuitivo: le infrastrutture ammesse alla remunerazione ampliano la base su cui vengono riconosciuti i ricavi. Il valore effettivo dipende però da tempi, costi, riconoscimento tariffario ed efficienza.
Transizione energetica: un’opportunità, non un moltiplicatore automatico
Rinnovabili, elettrificazione dei consumi e nuovi carichi digitali come i data center rafforzano la logica industriale degli investimenti nella rete. Secondo la mia interpretazione, Terna è un’esposizione infrastrutturale a questa trasformazione.
Questo però non si traduce in un aumento proporzionale degli utili. Più domanda elettrica non significa, da sola, più profitto regolato.
Un dato invita alla misura: l’utile previsto al 2028 supera quello del 2025 di circa il 7% complessivo. La tesi favorevole poggia su continuità e visibilità, non su una crescita esplosiva degli utili.
5. Il dividendo: circa il 4,33% lordo
Il dividendo relativo al 2025, pari a 0,3962 euro per azione, rapportato al prezzo di riferimento di 9,154 euro, dà un rendimento storico lordo del 4,33% circa. Il calcolo usa il dividendo annuo completo e non la sola ultima tranche. Non è una previsione del prossimo pagamento.
La politica di distribuzione
Il piano prevede un dividendo minimo pari al maggiore tra:
- il dividendo 2024 di 39,62 centesimi
- il dividendo 2023 aumentato del 4% annuo
È un obiettivo societario, non una garanzia contrattuale.
Tre avvertenze
- Il dividendo contribuisce al rendimento complessivo ma non protegge dalle perdite sul prezzo.
- Un calo del titolo può cancellare diversi anni di distribuzioni.
- Allo stacco il prezzo viene rettificato: la cedola non è un guadagno aggiuntivo gratuito.
6. Debito e cassa: la parte decisiva dell’analisi

Un free cash flow negativo può essere coerente con una fase di espansione infrastrutturale, ma resta un fabbisogno da finanziare. La vera domanda è se le nuove opere produrranno una remunerazione adeguata rispetto al capitale impiegato.
Primo semestre 2026: segnali positivi da contestualizzare
Nel primo semestre 2026 il free cash flow gestionale torna positivo per 131,2 milioni. La riduzione del debito va però letta insieme all’emissione di un ibrido da 850 milioni, classificato nel patrimonio netto. Non si tratta quindi di un risanamento finanziato soltanto dalla gestione ordinaria.
Attenzione agli ibridi: la classificazione nel patrimonio non elimina il loro costo economico. Per questo un EPS calcolato semplicemente dividendo l’utile di Gruppo per il numero di azioni può essere fuorviante.
7. Quanto si paga questa qualità?

Come leggere questi numeri
- La capitalizzazione include le azioni proprie e può differire leggermente dai dati dei fornitori.
- Il rapporto prezzo/utili è semplificato: non coincide con il P/E basato sull’EPS degli azionisti ordinari rettificato per gli ibridi.
- L’EV/EBITDA esclude gli aggiustamenti per ibridi, interessenze di terzi e altre voci, e combina un prezzo di ottobre con un bilancio precedente.
Questi calcoli aiutano a orientarsi, ma non dimostrano che il titolo sia sottovalutato. Per sostenerlo servirebbero un confronto omogeneo con operatori regolati comparabili e una valutazione dei flussi futuri, con ipotesi esplicite su costo del capitale e crescita.
Il punto essenziale: anche un’azienda di qualità può dare un rendimento deludente se il prezzo incorpora già aspettative troppo favorevoli.
8. I rischi che possono indebolire la tesi
Regolazione. Per il 2026 il WACC regolatorio è confermato al 5,5%. Riguarda la remunerazione del capitale regolato e non è un rendimento promesso all’azionista. Eventuali revisioni possono cambiare la redditività degli investimenti.
Tassi e rifinanziamento. Un costo del denaro più alto può pesare sui nuovi finanziamenti e sulla valutazione del titolo. Il debito a tasso fisso attenua l’effetto immediato, ma non lo annulla nel tempo.
Esecuzione delle opere. Ritardi autorizzativi, rincari e difficoltà dei fornitori possono rinviare i benefici attesi. Tra i rischi prioritari la società indica anche eventi climatici, attacchi informatici e sicurezza della rete.
Governance. CDP Reti detiene il 29,851% del capitale. Il ruolo strategico nazionale può favorire un orizzonte industriale lungo, ma non garantisce il capitale degli azionisti né elimina possibili tensioni tra interesse pubblico e rendimento finanziario.
Valutazione. Se il mercato chiedesse rendimenti più alti, il titolo potrebbe scendere anche con risultati operativi positivi. "Difensivo" descrive una caratteristica relativa del business, non l’assenza di volatilità.
9. La stagionalità: per me la bussola più importante
Accanto ai fondamentali, nel mio metodo c’è un elemento con un peso decisivo: la stagionalità. Nella mia lettura del grafico stagionale, proprio in questi giorni di inizio ottobre si apre una finestra storicamente favorevole al titolo.
Per me la stagionalità è la bussola più importante per orientare il timing.
La divisione dei ruoli è chiara:
- i bilanci mi aiutano a capire la qualità dell’azienda
- il comportamento storico dei prezzi nelle diverse fasi dell’anno mi aiuta a scegliere i periodi su cui concentrare l’attenzione
È questa convergenza tra fondamentali e lettura stagionale a rendere Terna particolarmente interessante ai miei occhi.
I limiti del segnale stagionale
È una mia interpretazione del grafico, non la certezza che il movimento si ripeterà. Una media storica può nascondere anni molto diversi tra loro, comprese perdite importanti nella stessa finestra.
La solidità di un segnale stagionale dipende dal periodo analizzato, dal numero di osservazioni e dalla dispersione dei risultati. La bussola indica una direzione da approfondire, ma non sostituisce la valutazione di prezzo e rischio.
10. Un’ipotesi più sofisticata: la put cash secured
Per un approccio più evoluto, un’ipotesi da studiare è la vendita di una put cash secured. Si tiene da parte la liquidità necessaria per comprare le azioni allo strike, se si viene assegnati. Il venditore incassa un premio e si impegna ad acquistare in caso di assegnazione.
I due scenari
Cosa sapere prima di valutarla
- "Cash secured" non vuol dire capitale protetto: significa solo che l’impegno è coperto da liquidità.
- Il guadagno è limitato al premio. La perdita massima, se il titolo si azzerasse, è lo strike meno il premio, moltiplicato per le azioni sottostanti.
- In caso di forte rialzo il venditore resta senza azioni e con il solo premio.
- Con le opzioni americane l’assegnazione può arrivare anche prima della scadenza.
- Su Terna vanno verificati contratto, lotto, liquidità, spread e costi.
In questo articolo non vengono proposti strike, scadenze o premi. L’interesse stagionale non rende automaticamente conveniente vendere opzioni.
Conclusioni: perché Terna merita attenzione
La tesi favorevole
- Infrastruttura essenziale
- Barriere all’ingresso elevate
- Visibilità regolatoria
- Investimenti che possono ampliare la base remunerata
- Un dividendo che distribuisce parte del reddito
Nel mio approccio, la lettura stagionale aggiunge un motivo per concentrarsi sul titolo in questo periodo, senza sostituire l’analisi dei rischi.
Le condizioni perché diventi un buon investimento
- Opere realizzate con disciplina
- Accesso sostenibile ai finanziamenti
- Regolazione adeguata
- Un prezzo coerente con una crescita moderata degli utili
Cosa farebbe peggiorare il giudizio
- Un debito in aumento senza progressi corrispondenti nella base remunerata
- Un costo del capitale che assorbe i benefici degli investimenti
- Una distribuzione agli azionisti troppo onerosa rispetto alla cassa generata
Terna ha fondamentali che giustificano un’analisi approfondita. Il valore industriale dell’azienda è il punto di partenza. La convenienza dell’azione resta una questione di prezzo, prospettive e rischio.
Contenuto informativo e didattico, privo di valutazioni sull’adeguatezza del titolo per il singolo lettore. Non costituisce consulenza personalizzata né un invito a effettuare operazioni. Le azioni possono comportare perdite anche rilevanti; dividendi e obiettivi aziendali non sono garantiti. Le elaborazioni sono arrotondate e non includono fiscalità o costi di negoziazione. Il titolo dell’articolo è una formula editoriale: il testo non documenta un acquisto dell’autore e non invita il lettore a effettuare operazioni.










