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Maxi cedole mensili, un trend inarrestabile

Pubblicato 23.04.2021, 09:46
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Dal 4 al 20% al mese , la competizione tra le banche emittenti si fa sempre più serrata e a beneficiarne sono gli investitori. Attenzione però ai rischi legati alla scelta dei sottostanti e alla volatilità

Sui mercati finanziari esistono i macrotrend, su quello dei certificati invece si vedono i microtrend, ovvero i trend che durano pochi mesi o al massimo uno o due anni ma che vengono cavalcati con straordinaria intensità dai tanti partecipanti al mercato. Da qualche settimana si sta facendo sempre più strada la tendenza ad emettere certificati con maxi cedole, pagate non più in un’unica soluzione bensì spalmate su due, tre o quattro osservazioni iniziali. Una tipologia di certificati con simili caratteristiche ha fatto la propria comparsa sul mercato già nel 2019: prevedevano fino a 6 cedole mensili più elevate e successivamente un flusso cedolare più basso, per un rendimento medio annualizzato che in genere non andava oltre il 10%.

I sottostanti utilizzati erano caratterizzati da media volatilità e la correlazione era tecnicamente moderata o in alcuni casi, “forte”. Da un paio di mesi a questa parte si è invece alzata l’asticella del rendimento cedolare e in linea con un “risk appetite” crescente da parte degli investitori, hanno iniziato a fare parte dei basket sottostanti dei titoli ad alta volatilità e bassissima correlazione. Il risultato è che le cedole che erano del 2% sono ora del 4% e le successive toccano un più che dignitoso livello del 6% annuo.

Alcuni di questi certificati con premi mensili del 4% sono stati analizzati dal nostro Ufficio Studi e presentati nelle scorse settimane sul canale Telegram di Certificati e Derivati: Il Phoenix Memory di Citigroup (NYSE:C) XS1575033839 ad esempio, paga 4 cedole mensili del 4% e proprio il 22 aprile ha rilevato per il pagamento della prima: condizione richiesta, un livello di almeno il 50% da parte del titolo worst of di un basket composto dai titoli Lufthansa, Carnival (LON:CCL), Booking e AirBNB. Condizione ampiamente soddisfatta e cedola che verrà pagata il 29 aprile con ultima data utile per l’acquisto 26 aprile: dal 27 mattina si potrà quindi comprare al netto della cedola da 4 euro. Prezzo oggi sopra la pari proprio per il meccanismo delle prime 4 cedole elevate e successive dello 0,70% al mese con barriera al 60%. Effetto memoria sui premi e barriera a scadenza al 60%.

Anche il Cash Collect di Unicredit (MI:CRDI) ( DE000HV4LWU6 ) paga cedole del 4% ma in questo caso senza alcuna condizione e sono solamente 3 e non 4. In realtà ora saranno solo 2, in quanto la prima è stata già staccata martedì 20 aprile ma il prezzo è attualmente sotto la pari e invita maggiormente all’acquisto. Cedole successive dell’1,80% a trimestre con barriera al 60% ma non c’è effetto memoria. Barriera capitale al 60%. Il certificato sembra meno generoso del precedente ma come sempre c’è un motivo, legato alla composizione del basket: tre titoli anziché quattro e volatilità molto più bassa con correlazione più alta tra STM (PA:STM), Intesa (MI:ISP) e Repsol (MC:REP).

Ma nelle ultime 48 ore sono stati quotati su EuroTLX ben 6 certificati con Maxi Coupon “monstre”. La palma del più generoso va a SmartETN, veicolo della boutique finanziaria Cirdan, che con il Phoenix Memory avente ISIN XS2333567431 prospetta il pagamento di due maxi cedole iniziali del 20,5% , previste a fine maggio e fine giugno, con barriera al 60%. Successivamente le cedole scendono allo 0,50% ( 6% p.a.) con barriera fissa al 60%, sia per le cedole che per il capitale. Un missile terra aria che non poteva che portarsi dietro rischi elevati in merito ai titoli del basket: torna a vedersi iQiwi ( la Netflix (NASDAQ:NFLX) cinese), con Sunrun , Nio e Bumble ( data cloud).

Torneremo a parlarne quando saranno stati fissati gli strike iniziali, posticipati rispetto all’emissione. Ha un meccanismo simile ma paga il 40% sotto forma di maxi cedole del 10% nei primi 4 mesi , un secondo Phoenix Memory di SmartETN che ha fissato gli strike ieri in chiusura mentre Citigroup ha scelto la via della maxi cedola da circa 20 punti percentuali per 4 certificati quotati in batteria con medesime caratteristiche e premi che muovono dal 9,5 all’11,5% per i primi due trimestri e successive cedole dell’1,50% a trimestre ( 6% p.a.). Il Phoenix Memory XS1575032195 rende complessivamente il 46,29% a scadenza dei 4 anni e protegge fino al 38% sul worst of, ossia il titolo Volkswagen (DE:VOWG) in un basket in cui figurano anche Ford, Tesla (NASDAQ:TSLA) e Nio. Prezzo di 979 euro e prima cedola in rilevazione a luglio.

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