Stamattina sono stati pubblicati gli ultimi dati sul lavoro in Svizzera.
A gennaio il tasso di disoccupazione è salito al 3,7% dal 3,5%.
La cifra corrisponde ai massimi da 11 mesi e l’aumento di questo mese è anche il più marcato da un anno a questa parte.
Quindi, se cresce la disoccupazione, dovrebbero permanere anche le pressioni al ribasso sull’inflazione, che metterebbero a repentaglio l’efficienza della politica monetaria della BNS.
È chiaro che la BNS sta facendo del suo meglio per mantenere un tasso di cambio intorno a 1,0700 CHF per un euro.
Stimolare l’inflazione diventerà sempre più difficile.
Le condizioni della società svizzere sono molto complicate, in particolare se guardiamo al costo del lavoro in Europa.
Ecco perché il tasso di disoccupazione dovrebbe continuare a crescere man mano che le aziende tenteranno di spingere la produttività per far fronte alla concorrenza sul mercato. In una prospettiva di lungo termine, la differenza nel costo del lavoro fra la Svizzera e i suoi vicini sarà troppo marcata per essere sostenibile.
Sul fronte valutario, la coppia EUR/CHF giace sotto quota 1,0700 e, anche se l’inflazione rimane piatta, il franco svizzero rimarrà forte nel medio termine e noi continuiamo a essere ribassisti sulla coppia.
EURUSD
Le pressioni all'acquisto dell'EUR/USD sono aumentate. Pare che la robusta area di resistenza sia data attorno a 1,0800. La strada è aperta verso un supporto orario a 1,0581 (minimo 16/01/2016) e a 1,0454 (minimo 11/01/2017). Si prevede un ulteriore consolidamento. A lungo termine, la croce della morte di fine ottobre rivela un ulteriore orientamento ribassista. La coppia ha violato il supporto chiave a 1,0458 (minimo 16/03/2015). La resistenza chiave giace a 1,1714 (massimo 24/08/2015). Si prevede che viaggerà verso la parità.
GBPUSD
La coppia GBP/USD è negoziata ancora al di sotto della resistenza a 1,2771 (massimo 05/10/2016). La struttura tecnica lascia presagire che la coppia dovrebbe continuare a rimbalzare al ribasso verso il supporto a 1,2254 (minimo 19/01/2016). La struttura tecnica di lungo termine è ancor più negativa perché il voto sulla Brexit ha spianato la strada a un ulteriore declino. Il supporto di lungo termine a 1,0520 (01/03/85) costituisce un buon obiettivo. Una resistenza di lungo termine è costituita da 1,5018 (24/06/2015) e indicherebbe un capovolgimento a lungo termine nel trend negativo. Tuttavia, al momento ciò appare molto improbabile.
USDJPY
La coppia USD/JPY spinge lentamente al ribasso verso il supporto a 111,36 (minimo 28/11/2016). La resistenza oraria è data a 115,62 (massimo 19/01/2016). La violazione del supporto orario a 112,57 (minimo 17/01/2017) ha confermato ulteriori pressioni ribassiste. Siamo a favore di un’impostazione ribassista a lungo termine. Un supporto giace attualmente a 96,57 (minimo 10/08/2013). Appare assolutamente improbabile un graduale rialzo verso la forte resistenza a 135,15 (massimo 01/02/2002). Si prevede un’ulteriore flessione verso il supporto a 93,79 (minimo 13/06/2013).
USDCHF
Il momentum dell'USD/CHF è chiaramente ribassista malgrado l'attuale rialzo. La resistenza oraria è data a una distanza di 1,0344 (massimo 15/12/2016). Riteniamo che la strada sia chiaramente spianata per un ulteriore declino se la coppia non riesce a violare la parità. Nel lungo periodo, la coppia scambia ancora nella fascia dal 2011, nonostante alcune turbolenze generate dalla rimozione dell’ancoraggio del CHF da parte della BNS. Il supporto chiave giace a 0,8986 (minimo 30/01/2015). Dalla rimozione dell’ancoraggio di gennaio 2015, la struttura tecnica favorisce tuttavia un’impostazione rialzista di lungo termine.