MILANO (Reuters) - Generali (BIT:GASI) e il gruppo francese Bpce hanno firmato un memorandum of understanding (MoU) non vincolante per la creazione di una joint venture nell'asset management con l'obiettivo di creare il primo operatore in Europa per ricavi.
La nuova società, che avrà asset e attività per un valore complessivo di 9,5 miliardi di euro, sarà controllata con il 50% ciascuno da Generali e Bpce e avrà "equilibrati diritti di governance e controllo", si legge in una nota.
Generali Investments (Gih) apporterà oltre 630 miliardi in asset under management, mentre il contributo di Bpce, tramite Natixis Investment Managers, sarà di 1.300 miliardi, ha spiegato il Ceo di Generali Philippe Donnet in un press briefing.
Generali contribuirà anche con capitale di avviamento per 15 miliardi nei prossimi cinque anni.
Le due società manterranno il pieno controllo sulle decisioni di asset allocation dei rispettivi asset.
Il Ceo di Bpce Nicolas Namias sarà il presidente della newco, mentre Donnet sarà vicepresidente. L'attuale Ceo di Gih, Woody Bradford, sarà Ceo della nuova società con Philippe Setbon, Ceo di Natixis, vice-Ceo.
La piattaforma combinata sarà meglio posizionata per espandere ulteriormente l'attività per clienti terzi in Europa, Nord America e in aree con un interessante potenziale di crescita in Asia, facendo leva sulla rete di distribuzione globale.
Cathay Life, società controllata da Cathay Financial Holdings, azionista di Gih con il 16,75%, "rimarrà un importante partner strategico", dice la nota.
Il deal è stato ieri approvato a maggioranza dal Cda Generali con il voto contrario dei tre rappresentanti dell'azionista Francesco Gaetano Caltagirone, secondo due fonti vicine alla situazione.
Caltagirone, così come l'altro socio rilevante Delfin, hanno espresso preoccupazioni soprattutto in merito a un possibile controllo francese sugli asset italiani conferiti.
"Sul cosiddetto rischio di mandare soldi italiani alla Francia si tratta di uno scherzo. Il nostro processo di investimento non è cambiato", ha tagliato corto Donnet che non ha commentato su possibili future iniziative dei due soci per ostacolare l'operazione.
Anche in merito a un possibile esercizio del golden power da parte del governo italiano, Donnet si è detto "molto fiducioso che i benefici di questa operazione per tutti gli stakeholder, Italia compresa, verranno riconosciuti".
"Stiamo creando una piattaforma globale nell'asset management con posizioni di leadership in Europa e Nord America", ha aggiunto.
La nuova società sarà la prima in Europa per ricavi (4,1 miliardi di euro secondo i dati 2023) e la nona a livello mondiale per asset in gestione.
Sono attese sinergie di ricavo e di efficienza per 210 milioni in cinque anni.
Il closing della potenziale combinazione, soggetto alle consuete approvazioni normative, è previsto entro l'inizio del 2026.
La newco sarà costituita ad Amsterdam, mentre Francia, Italia e Stati Uniti rimarrebbero hub operativi continuando a gestire direttamente le attività di business.
(Andrea Mandalà, Gianluca Semeraro, editing Francesca Piscioneri)