6 titoli solidi a prova di bancarotta in caso di forti crolli
“La difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie.” (John Maynard Keynes)
Le Borse europee si muovono in ordine sparso sui timori legati al lancio di Altruist il tool di AI rivolto ai promotori finanziari che potrebbe sconvolgere il mercato del risparmio gestito alimentando nuovi AI Trade. Ma a pesare sul clima è stato soprattutto il dato sul mercato del lavoro americano, più forte delle attese, che ha compensato la recente serie di indicatori deludenti su occupazione e consumi negli Stati Uniti. La sorpresa al rialzo ha però innescato un deciso rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato americani e un rafforzamento del dollaro, anche dopo i commenti della Casa Bianca che avevano ridimensionato la portata del dato prima della pubblicazione. Sullo sfondo, è tornato il tema di un’economia lasciata correre, ma con un mercato più selettivo rispetto alle settimane precedenti.
Altruist frena Wall Street
Anche a New York gli indici sono contrastati. Sotto la superficie è rimasta elevata la dispersione tra settori e titoli. Il dato occupazionale più forte ha sostenuto l’idea di un’economia ancora solida, ma il rialzo dei rendimenti ha favorito una rotazione più difensiva. Il tema dell’intelligenza artificiale è tornato al centro dell’attenzione, con timori di disintermediazione che hanno colpito società di gestione patrimoniale e intermediazione finanziaria dopo il lancio da parte di Altruist di un nuovo strumento fiscale e di pianificazione finanziaria. Il movimento ha ricordato la pressione già vista sul software dopo gli annunci di Anthropic sul plugin Claude Cowork. Nel frattempo, i grandi gruppi tecnologici hanno continuato a mostrare debolezza, tra attenzione agli investimenti dei cosiddetti hyperscaler e prosecuzione della forte sovraperformance annuale del comparto memoria e semiconduttori. Restano inoltre sullo sfondo le tensioni geopolitiche, con probabilità superiori al 50% di un intervento militare statunitense contro l’Iran entro fine giugno, oltre alle incertezze commerciali legate all’accordo nordamericano e alle dinamiche di deficit pubblico.
AI sempre al centro
Il quadro di politica monetaria resta articolato. Il dato occupazionale più forte riporta l’attenzione su un’economia che non rallenta in modo lineare, pur a fronte di alcune letture più deboli su consumi e lavoro nelle settimane precedenti. In Europa, il tracciatore salariale della Banca centrale europea ha indicato un’accelerazione della crescita dei salari nella seconda metà dell’anno, mentre al netto dei pagamenti una tantum la crescita dei salari negoziati è attesa rallentare dal 3,9% nel 2025 al 2,7% nel 2026, con una revisione al rialzo di 0,1% per il 2026. Secondo l’istituto centrale, il profilo salariale riflette l’esaurimento degli effetti tecnici legati ai pagamenti straordinari del 2024. Alcuni funzionari ritengono che il raffreddamento salariale possa favorire la stabilizzazione dell’inflazione, mentre altri osservano che il rischio principale nel breve termine potrebbe derivare da un’inflazione inferiore al target del 2%. Le nuove proiezioni dello staff sono attese a marzo. In questo contesto, il mercato resta focalizzato sull’evoluzione dei salari, sui rendimenti obbligazionari e sull’impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli di business più esposti.
Le Borse europee si muovono in ordine sparso sui timori legati al lancio di Altruist il tool di AI rivolto ai promotori finanziari che potrebbe sconvolgere il mercato del risparmio gestito alimentando nuovi AI Trade. Ma a pesare sul clima è stato soprattutto il dato sul mercato del lavoro americano, più forte delle attese, che ha compensato la recente serie di indicatori deludenti su occupazione e consumi negli Stati Uniti. La sorpresa al rialzo ha però innescato un deciso rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato americani e un rafforzamento del dollaro, anche dopo i commenti della Casa Bianca che avevano ridimensionato la portata del dato prima della pubblicazione. Sullo sfondo, è tornato il tema di un’economia lasciata correre, ma con un mercato più selettivo rispetto alle settimane precedenti.
Altruist frena Wall Street
Anche a New York gli indici sono contrastati. Sotto la superficie è rimasta elevata la dispersione tra settori e titoli. Il dato occupazionale più forte ha sostenuto l’idea di un’economia ancora solida, ma il rialzo dei rendimenti ha favorito una rotazione più difensiva. Il tema dell’intelligenza artificiale è tornato al centro dell’attenzione, con timori di disintermediazione che hanno colpito società di gestione patrimoniale e intermediazione finanziaria dopo il lancio da parte di Altruist di un nuovo strumento fiscale e di pianificazione finanziaria. Il movimento ha ricordato la pressione già vista sul software dopo gli annunci di Anthropic sul plugin Claude Cowork. Nel frattempo, i grandi gruppi tecnologici hanno continuato a mostrare debolezza, tra attenzione agli investimenti dei cosiddetti hyperscaler e prosecuzione della forte sovraperformance annuale del comparto memoria e semiconduttori. Restano inoltre sullo sfondo le tensioni geopolitiche, con probabilità superiori al 50% di un intervento militare statunitense contro l’Iran entro fine giugno, oltre alle incertezze commerciali legate all’accordo nordamericano e alle dinamiche di deficit pubblico.
AI sempre al centro
Il quadro di politica monetaria resta articolato. Il dato occupazionale più forte riporta l’attenzione su un’economia che non rallenta in modo lineare, pur a fronte di alcune letture più deboli su consumi e lavoro nelle settimane precedenti. In Europa, il tracciatore salariale della Banca centrale europea ha indicato un’accelerazione della crescita dei salari nella seconda metà dell’anno, mentre al netto dei pagamenti una tantum la crescita dei salari negoziati è attesa rallentare dal 3,9% nel 2025 al 2,7% nel 2026, con una revisione al rialzo di 0,1% per il 2026. Secondo l’istituto centrale, il profilo salariale riflette l’esaurimento degli effetti tecnici legati ai pagamenti straordinari del 2024. Alcuni funzionari ritengono che il raffreddamento salariale possa favorire la stabilizzazione dell’inflazione, mentre altri osservano che il rischio principale nel breve termine potrebbe derivare da un’inflazione inferiore al target del 2%. Le nuove proiezioni dello staff sono attese a marzo. In questo contesto, il mercato resta focalizzato sull’evoluzione dei salari, sui rendimenti obbligazionari e sull’impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli di business più esposti.
