🧠 Copia i portafogli di investitori illustri in un solo clickCOPIALI GRATIS

Italia torna a crescere nel 1° trimestre, riparte domanda interna

Pubblicato 13.05.2015, 16:28
© Reuters. A shop assistant arranges bags in the window at the Furla flagship downtown Milan
ISP
-

di Elvira Pollina

MILANO/ROMA (Reuters) - Nel periodo gennaio-marzo l'economia italiana è cresciuta oltre le attese, registrando la variazione congiunturale positiva del prodotto interno lordo più consistente da quattro anni, grazie al contributo della domanda interna.

Prende così il via la lenta ripresa attesa dal governo e dagli economisti per quest'anno, innescata dalle misure espansive della Banca centrale europea e dal calo dei prezzi del greggio, oltre che da un'applicazione meno restrittiva delle regole di bilancio Ue.

Il ritorno del segno più, latitante dal terzo trimestre 2013, è certificato dai numeri preliminari diffusi stamane da Istat, secondo cui il Pil tra gennaio e marzo di quest'anno é cresciuto di 0,3%, dopo la variazione nulla segnata nei tre mesi precedenti.

Il numero è superiore alla mediana delle stime degli economisti, che si fermava a +0,2%, e alle aspettative dello stesso governo, riconosce una nota del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che rivendica per il governo il merito di aver creato le condizioni necessarie "per cogliere la finestra di opportunità".

Interrompe la caduta dopo oltre tre anni anche il dato a perimetro annuo, che vede segna una variazione nulla, da -0,5% dell'ultima frazione dell'anno scorso, a fronte di attese per un calo di 0,2%.

Le prospettive per il prosieguo del 2015 sono positive, anche se non entusiasmanti.

Dopo la contrazione di 0,4% l'anno scorso, le stime di crescita del Pil nella media d'anno oscillano tra lo 0,5% del Fondo monetario e lo 0,7% dell'esecutivo, obiettivo a questo punto "ancora più a portata di mano", sottolinea Padoan. La variazione acquisita del Pil per quest'anno, secondo Istat, è dello 0,2%.

Per la prima volta dopo anni c'è la possibilità che il quadro alla fine risulti più roseo di quanto inizialmente previsto, anche se per il momento gli economisti preferiscono non sbilanciarsi.

"Ritengo prematuro parlare di revisioni al rialzo", osserva Loredana Federico economista di UniCredit, che prevede una crescita di 0,6%, in linea con la Commissione europea. "Ad ogni modo, anche ipotizzando uno-due decimali in più, il quadro di fondo non cambierebbe".

Il tono della ripresa italiana resta sfumato, in ogni caso inferiore a quello dell'intero blocco della valuta unica.

In base alle ultime previsioni della Commissione Ue, diffuse la settimana scorsa, il Pil della zona euro, cresciuto dello 0,4% nel primo trimestre, quest'anno dovrebbe segnare +1,5%.

Secondo i numeri diffusi oggi, comunque, nel primo trimestre l'economia italiana ha tenuto il passo di quella tedesca, cresciuta di 0,3% in termini congiunturali, mentre ha sottoperformato quella francese, il cui incremento è stato dello 0,6%

Tornando all'Italia, la statistica odierna non comprende lo spaccato delle componenti, ma Istat evidenzia come vi sia "un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) maggiore dell'apporto negativo della domanda estera netta".

"E' un segnale positivo perché indica che non è una crescita trainata solo dall'export", sottolinea Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo (MILAN:ISP), che ipotizza anche un contributo degli investimenti.

Il supporto più significativo dovrebbe comunque essere arrivato della spesa per consumi grazie all'aumento del potere d'acquisto delle famiglie, che hanno visto aumentare il reddito reale per effetto della bassa inflazione. Un fenomeno in parte legato alla caduta dei prezzi dell'energia, in parte alla debolezza del ciclo economico.

"E' verosimile anche un contributo delle scorte, cui era stato dato fondo nel quarto trimestre, e sono state probabilmente ricostituite alla luce dei segnali di ripresa della domanda", spiega Federico.

© Reuters. A shop assistant arranges bags in the window at the Furla flagship downtown Milan

- hanno collaborato Antonella Cinelli e Roberto Landucci da Roma, Maria Pia Quaglia e Sara Rossi da Milano

Ultimi commenti

Installa le nostre app
Avviso esplicito sui rischi: Il trading degli strumenti finanziari e/o di criptovalute comporta alti rischi, compreso quello di perdere in parte, o totalmente, l’importo dell’investimento, e potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori. I prezzi delle criptovalute sono estremamente volatili e potrebbero essere influenzati da fattori esterni come eventi finanziari, normativi o politici. Il trading con margine aumenta i rischi finanziari.
Prima di decidere di fare trading con strumenti finanziari o criptovalute, è bene essere informati su rischi e costi associati al trading sui mercati finanziari, considerare attentamente i propri obiettivi di investimento, il livello di esperienza e la propensione al rischio e chiedere consigli agli esperti se necessario.
Fusion Media vi ricorda che i dati contenuti su questo sito web non sono necessariamente in tempo reale né accurati. I dati e i prezzi presenti sul sito web non sono necessariamente forniti da un mercato o da una piazza, ma possono essere forniti dai market maker; di conseguenza, i prezzi potrebbero non essere accurati ed essere differenti rispetto al prezzo reale su un dato mercato, il che significa che i prezzi sono indicativi e non adatti a scopi di trading. Fusion Media e qualunque fornitore dei dati contenuti su questo sito web non si assumono la responsabilità di eventuali perdite o danni dovuti al vostro trading né al fare affidamento sulle informazioni contenute all’interno del sito.
È vietato usare, conservare, riprodurre, mostrare, modificare, trasmettere o distribuire i dati contenuti su questo sito web senza l’esplicito consenso scritto emesso da Fusion Media e/o dal fornitore di dati. I diritti di proprietà intellettuale sono riservati da parte dei fornitori e/o dalle piazze che forniscono i dati contenuti su questo sito web.
Fusion Media può ricevere compensi da pubblicitari che compaiono sul sito web, in base alla vostra interazione con gli annunci pubblicitari o con i pubblicitari stessi.
La versione inglese di questa convenzione è da considerarsi quella ufficiale e preponderante nel caso di eventuali discrepanze rispetto a quella redatta in italiano.
© 2007-2024 - Fusion Media Limited. tutti i Diritti Riservati.